Il nostro Cuginone Vasco

Coadiutore del cane, Maria Chiara Ventrucci

Argo e Cloe hanno avuto Vasco come cugino, compagno di giochi, e ottimo insegnante di regole di socialità canina. Vasco ha un posto speciale nel mio cuore, un ricordo indelebile.

L’arrivo di Vasco

Vasco arrivò a casa nostra il 25 ottobre del 2004, giorno di San Crispino. Lo portò a casa mio fratello, incontrò in fiera una signora che voleva dare via 3/4 cagnolini. Io conoscevo questa persona, sapevo che aveva questi cuccioli splendidi pronti per l’adozione. Chiesi a casa, ai tempi io e mio fratello abitavamo ancora coi i miei genitori. Risposta di mia madre : – “No, di cani non se ne parla più”. Ma si sa i figli maschi hanno altri poteri.

Mio fratello incontrò la signora coi cuccioli in braccio ed eccone adottato uno. Vasco arrivò a casa. Ricordo che la prima notte piangeva ed io ho dormito con lui sul tappeto d’ingresso.

In quel periodo io stavo molto male fisicamente. Non si sapeva cosa fosse successo, ma da un mese prima, fino a quel 25/26 ottobre, non riuscivo a reggermi in piedi. Potevo stare solo stesa con la testa un pò cadente verso il basso indietro, avevo un male atroce alla testa, al collo, ronzio alle orecchie, problemi di vista, rimettevo se mi mettevo seduta o in piedi, non mangiavo e non bevevo.

Mi portarono al Ps più di una volta, ma nella TAC non c’era niente. Mi fecero fare RM da esterna. Alla fine mi ricoverarono d’urgenza. Peggioravo a vista d’occhio, non mi reggevo più in piedi. La diagnosi ipotetica era un attacco acuto di emicrania (assurdo per me, io conosco bene l’emicrania, sapevo che era successo altro, ma il neurologo continuava a non volermi ascoltare). Il 26 ottobre, il giorno dopo che arrivò Vasco a casa nostra, mi ricoverarono d’urgenza.

Mi fecero una RM con contrasto d’urgenza. Avevo perso, non si sa’ come, tutto il liquor. Episodio grave di sindrome da ipotensione liquorale, aggravata dal mese di ritardo dovuto al mancato approfondimento, sostenendo l’attacco di emicrania. Avevo ematomi subdurali dove il cervello sbatteva col cranio, rimettevo verde ogni volta che ingoiavo un goccio d’acqua e provavo a sedermi, situazione delicata e difficile da spiegare. Per fortuna non ci sono stati danni cerebrali. Sono stata ricoverata 10 giorni. Chiesi il permesso di andare a casa qualche ora nei giorni di festa 1/2 novembre per giocare con Vasco. Permesso non accordato. Potevo solo stare stesa senza fare sforzi. Passarono 3 mesi per far si che il liquor si sistemasse.

Vasco era già nella mia pelle, anche se ufficialmente era di mio fratello.

Vasco se ne andò..

…questo l’ho già raccontato. Vasco se ne andò il giorno che seppi di essere incinta…non riesco ancora a raccontare.

Qui di seguito alcuni momenti di condivisione fra questi 3 bellissimi pelosi.

Vasco Argo e Cloe.

il nostro cuginone Vasco

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