La notte, l’inconscio che emerge, sogni e paure.

Insegnante Feldenkrais

Viviamo sicuramente tutti un periodo complesso.

Incongruenze, paure, incertezze.

Una quotidianità priva di possibilità progettuale. Destabilizzazione. (Riflessione veloce, un po’ semplicistica sul momento che stiamo vivendo).

Il Covid-19 e tutto ciò che lo riguarda ci sta rendendo fragili. Che sia il modo di farne informazione, il modo di gestirlo a livello politico, che sia la non capacità delle persone di informarsi, avendo un atteggiamento critico ma costruttivo.

L’incertezza che ci accompagna giorno e notte, nel lavoro, nei servizi educativi e scolastici, sanitari, sociali,…

Le immense incongruenze di gestione di questa situazione sono palesi. Tredicenne che si suicida buttandosi da un balcone. Insegnante di materna che terrorizza i bambini arrabbiandosi perché scappa loro la cacca. Persone che non hanno ancora ricevuto la cassa integrazione, o che arrancano supplenze per lavorare qualche giorno in più fra un ente e l’altro nella paura che se si chiude per il Covid 19 non avrà più uno stipendio in quanto precaria. Contemporaneamente il capo dell’ Inps ha stipendio aumentato, ma nessuno ne sapeva niente; sono stati concessi bonus partita iva a politici che hanno stipendi incommentabili, e reddito di cittadinanza a persone che di redditi ne ha a pacchi e semplicemente non li ha dichiarati.

Noi, periodo difficile, come tanti.

Lo stato di incertezza che sta destrutturando noi e di conseguenza i nostri figli ha e avrà conseguenze molto gravi per il futuro. Non credo sia colpa del Virus. La gestione rende incerto tutto. Abbiamo paura. I nostri figli hanno paura. Non riescono a capire. Noi che certezze possiamo dare a loro?

Non da meno c’è la paura di stare male e doversi fermare ancora, altrimenti potremmo infettare qualcuno a noi caro e vicino che molto probabilmente non ce la farebbe se prendesse questo Virus.

Ieri, dopo il lavoro, sono andata a firmare il contratto per il centro diurno per mia madre, 1 ora di colloquio. Subito dopo sono andata a preparare le cose per lei per il suo primo giorno. Poi con mia sorella, abbiamo parlato con due persone, per un lavoro da badante sempre dai miei genitori per quando non è al diurno.

L’immaginazione, la favola che nessuno mi ha mai raccontato.

Quando entro in casa dei miei mi sembra di entrare in una reggia, è come se mi trasformassi in una piccola principessa che entra nel suo mastodontico castello, dove i suoi genitori regnano. Fiera del suo castello, la piccola principessa, mostra agli ospiti, ogni piccolo oggetto della reggia, orgogliosa delle storia che rappresenta.

Fine della favola solo immaginata.

Poi la piccola principessa si trasforma nella persona professionale che deve gestire l’ennesimo colloquio di lavoro, e si cerca di spiegare, e capire se ci si può incontrare, visto che fin’ora non ci è andata per niente bene con le badanti.

Parlo con mia sorella delle varie cose di gestione, viene fuori di nuovo che mio nipote vive una brutta situazione a scuola, appena iniziata (da mamma ed educatrice mi si stringe il cuore, fatico ad ascoltare).

Dovrei fare altre mille cose, ma sono, distrutta, faccio spesa e vado a casa.

Non riesco neanche a parlare da quanto sono stanca, e da quanto mi fa male tutto ciò. M’ingozzo di cibo anche se sono a dieta e vado letto.

Il cervello non si spegne

Alle 23.30 mi sveglio. E’ un po’ che succede. Troppo poco. Ne avrei di cose da fare. La relazione per il tribunale, varie mail per mia mamma, cose di lavoro, cose per il mio altro lavoro che il Feldenkrais, i miei progetti. Domani si lavora quindi bisogna che dorma un po’ di più. M’impasticco per il mal di testa, per dormire, ..un po di tv. Alla fine mi risveglio alle 4.30.

I miei tre cani sempre attorno a me.

CON LORO NELLA NOTTE E’ COME VIVERE IN UN’UNICA CUCCIA

“I MOVIMENTI DI UNO, SPOSTANO ANCHE LA POSIZIONE DELL’ALTRO. C’E TUTTO UN RITO PER SISTEMARSI, FATTO DI RUOLI, DISTANZE, POSIZIONI, OSSERVAZIONE, EMPATIA. ALLA FINE DEL RITO CI SENTIAMO OGNUNO AL PRORPIO POSTO, AL SICURO, E CON I GIUSTI COLLEGAMENTI CON GLI ALTRI. QUESTO DONA SERENITA’.”

Nana è dominante rispetto a Cloe, il posto sul divano più vicino a me se lo prende lei, e si sa i cani hanno i loro spazi attorno a se in cui l’altro non deve entrare. Quindi, posizionatasi Nana, Cloe si ricolloca a dovuta distanza, anche lei è dominante, i ruoli sono importanti.

I cani sono splendidi, dovremmo imparare da loro, la capacità di rispettare gerarchie, spazi gli uni degli altri a partire dalla fisicità, dalle cose essenziali: il cibo, il posto,..

Sarebbe un mondo migliore se il genere umano imparasse dai cani (ma anche dagli altri animali).

Empatia

Nonostante ciò Cloe viene più volte da me a cercare due carezze, mi alzo, mi siedo in cucina, inutile dirlo, sto soffrendo tanto.

Cloe salta su come per abbracciarmi con una dolcezza infinita. E qui crollo. Finalmente piango. Forse lei lo sentiva. Mi tiene le zampe attorno ai fianchi e con dolcezza mi lecca in viso. Meglio buttare fuori tutto questo dolore. I cani sentono l’anima. E con questo dolcissimo e profondissimo abbraccio di Cloe mi sono sciolta, ho cominciato a piangere, e buttare fuori tutto questo immenso dolore. Lei torna a dormire serena, io vengo su a scrivere.

La casa dei miei genitori non è una reggia. Loro non sono un re e una regina e non regnano. Io non sono una principessa.

Di giorno faccio il mio dovere, a tutti i livelli, al lavoro, con gli altri per i miei genitori, senti l’avvocato, senti il bancario, senti il direttore del diurno, l’assistente sociale, l’affittuario,…parli con qualcuno che speri si prenda cura un po’ di più dei tuoi genitori e di quella casa…che non è una reggia, ma è piena di significati, di pezzi di vita.

Li guardi andare via mano nella mano, con le loro mille fragilità, di chi si è dovuto affidare, e non lo avrebbe mai voluto fare. Ti supplicano di non stravolgergli la vita ancora di più con dei cambiamenti che alla loro età sono troppo difficili. Ma alla fine le cose sono da fare, pur mettendocela tutta nel valutare, le decisioni sono da prendere. Qualsiasi cosa io decida, comunque loro non saranno felici. E’ durissima.

Pensi a tuo nipote, che viene umiliato a scuola da maestre che… Questo più che dolore mi provoca rabbia. Tanta rabbia.

Il sole sta sorgendo. L’alba colora il cielo. E’ tempo di asciugarsi le lacrime e partire per questa nuova giornata, per questa nuova opportunità di far qualcosa di buono in questo mondo.

1 commento su “La notte, l’inconscio che emerge, sogni e paure.”

  1. Riuscire a tirare fuori le proprie fragilità senza inibizioni è un grande dono! Leggerti fa bene al cuore

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